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1 May 2014

One hand on the Trophy? Don't let it slip!



Have you ever played Super Mario Kart? If the answer is yes and you were a good player, you'll certainly remember the moment when you were in the final part of the last race of the game. Now imagine that in that precise moment, when you're 100 m far from the finish line, you slip on one of the notorious Super Mario Kart banana peels and you lose not only the race but also the whole trophy. 
What happened on Sunday afternoon at Anfield Road strongly resembles that kind of experience on the iconic video game for Nintendo 64. Liverpool, leader of the table, would have reached the final trophy (the first Premier League in their history) with a victory over title rivals Chelsea, but Steven Gerrard's slip around the end of the first half allowed Demba Ba to score and to secure a crucial victory for Mourinho's eleven.

It's intriguing and tragic at the same time that the slide came from Liverpool's most iconic player, its Super Mario, its captain and the symbol of an unexpected and outstanding Reds' season. Stevie G. indeed, after the significant victory over Manchester City, gathered his mates in the middle of the pitch and boost them up saying: "We don't let this slip now". Yes, "slip", he used exactly that word.
Being the Liverpool captain known as "a silent leader", who is respected in the dressing room, but who prefers not to be too ostentatious on the pitch, his speech became immediately popular. Thus, it's even more a twist of the fate that he was the one who slipped on the crucial match of the year, allowing a defensive Chelsea to score the goal that closed the game.

On Sunday, as well as following passionately the match on the tv, I was also checking the official hashtag of the game on Twitter.
The tweets were clearly divided into two topics: on the one hand, there were all the jokes and the irony statements about Stevie G., and on the other hand there was Jose Mourinho. Would you have ever thought of somebody else? I really don't think so.

There's one scene explaining how Sunday's victory over Liverpool was not only the team's one, but also the Special One's personal win: his celebration after the final whistle. And it was indeed his victory, because it was not only wisely prepared from a tactical point of view, but especially because of the Mourinho's off the pitch handling of it.

During the days preceding the match, the Portuguese manager created a buzz by saying that he was going to ask the permission of the club to place the second team on the pitch, in order to save the players' energy for the CL return leg against Atletico Madrid (which, as we saw yesyerday night, didn't go in the desired way).

If you add this to his strategy to declare Chelsea as a team not ready to win the title, you understand how he succeeded to put so much pressure on Brendan Rodgers' players, who felt obliged to secure a win.

Moreover, from a tactical point of view, Mourinho decided to park in front of Schwarzer's goal the
same bus that some days before denied Atletico Madrid a goal at Vicente Calderon. The strategy worked again, as Chelsea scored twice although Liverpool got 73% of ball possession. It's a significative stat but, as the CL semifinals between Bayern and Real proved, ball possession means nothing in modern football.

Some might say that Mourinho is just a lucky man or that he is the anti-football. You can agree with them, but, at the end of the story, football relies on results and luck helps winners. It's impossible to deny that, thanks to Mourinho and his players, we now have a thrilling end of the season in England, probably one of the most exciting ever.

With 3 laps to go, the race is still extremely open. Manchester City has its fate in his hand, as thanks to the goal difference it would be the first to cross the finish line by winning all the games. Liverpool must win the 3 games as well, and has to hope that it's slipping time for the other two teams (especially for City who'll play Everton this weekend).

But who knows that Chelsea, whose manager has always declared not to be in the title race, could throw the notorious Super Mario Kart bananas' peels and ruin the party to Reds and Citiziens? At the end, It's just a question of slipping...

3 December 2012

Chi è il giocatore più in forma in Premier League?


"Il giocatore più in forma in Premier League è senza dubbio Maroune Fellaini". Potrebbe sembrare una filastrocca per bambini di Liverpool, ma è la pura verità, visto che il belga sta vivendo un periodo di vera e propria onnipotenza.
L'avvio di stagione dell'Everton, abituato a partenze molto "diesel" per poi sbocciare in primavera, è stato tra i migliori in assoluto. I Toffees sono sesti in classifica, imbattuti a Goodison Park e vero e proprio incubo delle grandi. Gran parte del merito va al giocatore con la chioma più famosa di tutta la Premier. Fellaini infatti, nonostante nasca come centrocampista centrale d'interdizione, ha segnato la bellezza di 13 gol in 15 partite (2 meno di Van Persie), piazzando anche 4 assist. E per rendersi conto della maturazione totale del giocatore, non va trascurato il fatto che abbia preso solo quattro cartellini gialli, essendo da sempre considerato (e avendolo più volte dimostrato) un giocatore indisciplinato.
Pagato nel 2008 quindici milioni di sterline (acquisto record della storia dell'Everton e giocatore belga più pagato della storia), il venticinquenne di origine marocchine, è ormai considerato un top player in Inghilterra, tant'è che il suo valore si aggira intorno ai 25 mln di pounds. L'artefice di questa crescita è senza dubbio il manager dei toffees David Moyes, che ha saputo valorizzare la sua potenza aerea e la sua capacità realizzativa, impostando un gioco ad una punta basato sugli inserimenti e sui cross dei centrocampisti e dei difensori esterni (in particolare di quel fuoriclasse chiamato Leighton Baines). A segno contro Arsenal, Manchester City e nella splendida vittoria contro lo United, Fellaini è stato decisivo anche lontano dalla porta, con la sua potenza fisica e il suo spirito di sacrificio.
Tutti fattori che l'hanno fatto diventare un idolo indiscusso a Goodison Park, dove tra l'altro è possibile acquistare una parrucca Fella-Style, in voga tra le signore più chic di Liverpool.
La stagione è ancora lunga e puo' regalare ancora tanto a Fellaini e all'Everton. Moyes dovrà riuscire a resistere alle lusinghe di altri club per trattenere il belga in maglia blue.  
Altrimenti il commercio delle parrucche potrebbe seriamente andare a picco... 
                                                                                                                                   Davide K. Cappelli

Potete ammirare alcune delle sue migliori giocate stagionali in questo ottimo video:

7 August 2012

Il punto sul mercato inglese.

In un estate in cui si parla soltanto dei colpi irreali del PSG, e nella quale Spagna e Italia seguono una linea low cost, anche l'Inghilterra, salvo rare eccezioni, non ha regalato grandi sorprese. Fa senso vedere che il Manchester City è in attivo, non avendo ancora effettuato acquisti, visto le precedenti estati che ci avevano regalato acquisti scoppiettanti. 

I protagonisti del mercato inglese sono i nuovi campioni d'Europa del Chelsea. Roman Abramovich ha regalato a tutti i tifosi dei blues 3 top players di grande spessore. Il primo su tutti è la stella belga ex Lille Eden Hazard, pagato 40 milioni, seguito dal fantasista del Brasile Olimpico Oscar (32 milioni) e dall'asso Marko Marin, strappato al Werder per circa 10 milioni. I blues seguivano anche la pista Hulk, ma il Porto se lo tiene ben stretto. Comunque sia, non sarà facile rimpiazzare Drogba. 

Anche l'Arsenal, aspettando l'addio di RVP (anche se ultimamente girano voci che potrebbe restare alla corte di Wenger) si è rafforzato in attacco con Podolski e il capocannoniere della Ligue 1 Giroud, pagato 12 milioni al Montpellier. Inoltre nelle ultime ore è arrivato Santi Cazorla, cacciato dallo sceicco del Malaga, nell'operazione di smantellamento della squadra (19 mln).
Lo United, oltre al corteggiamento a Van Persie, si è aggiudicato la stella del Dortmund Shinji Kagawa per una cifra intorno ai 15 mln e il promettente centrocampista diciottenne Nick Powell. Forse però manca ancora qualcosa per colmare il gap con i cugini del City.
Sempre convincenti gli acquisti del QPR; tra tutti il coreano Park Ji-Sung, preso dallo United per 3 milioni, così come il gemellino brasiliano Fàbio, arrivato però in prestito. 

Il Liverpool cerca il riscatto dalla scorsa stagione con il nuovo tecnico Brendan Rogers, il quale ha voluto fortemente il suo pupillo allo Swansea Fabio Borini (13 mln). Nei piani del nuovo manager non rientra però l'attaccante della nazionale inglese Andy Carroll che finisce in prestito con diritto di riscatto fissato a 18 milioni al West Ham. Vale la pena ricordare che appena un anno e mezzo fa era stato pagato 42 milioni. Un affare? 
Rimanendo a Liverpool, sponda Everton, è da segnalare il definitivo ritorno di Steven Pienaar (5mln), insieme all'ex Rangers Naismith arrivato a parametro zero.

Anche il Tottenham ha cambiato manager, affidando la panchina a Vilas Boas, in cerca di riscatto dopo la disastrosa avventura a Stamford Bridge. Il portoghese ha blindato Modric e ha portato a White Hart Lane l'islandese Sigurdsson (10 mln) e il difensore dell'Ajax Jan Vertonghen (12,5 mln).


Tra le noepromosse si rafforza in maniera importante il Reading, visto gli arrivi del bomber Pogrebnyak dal Fulham e di Danny Guthrie dal Newcastle. Lo stesso Fulham si aggiudica a parametro zero il colombiano ex Wigan Hugo Rodallega e l'ex stella dell'Amburgo Mladen Petric
Da segnalare l'acquisto di Rosenberg da parte del WBA, quello di Steven Davis da parte del Southampton e Ramis che dal Maiorca si trasferisce al Wigan.
Se gli arrivi non sono esaltanti, le cessioni rattristeranno di sicuro gli appassionati della Premier. Salutano l'Inghilterra infatti simboli come Tim Cahill che approda ai New York Red Bulls, Dirk Kuyt, che dopo tanti anni al Liverpool va al Fenerbache o Salomon Kalou, tresferitosi al Lille.

Nonostante la crisi, sarà un'altra stagione esaltante per il campionato più bello del mondo...


11 May 2012

Top Serie A: I migliori acquisti dell'anno.

Il 31 Agosto, giorno di chiusura del calciomercato, i direttori sportivi cominciano a pregare affinchè i loro investimenti o le loro scommesse vadano a buon fine; a fine stagione, è ora di tirare le somme e fare un bilancio dei migliori affari dell'anno, valutando costo e rendimento.
Ecco i miei top acquisti di quest'anno:


  •  ANDREA PIRLO (Juventus - Svincolato)    

Il regista di Brescia è senza dubbio l'uomo scudetto della Juventus. Giocatore unico (e questo lo si sapeva già), che col cambio di maglia ha ritrovato voglia e nuovi stimoli. La sua è una stagione a dir poco strepitosa, fatta non solo di assist e giocate straordinarie, ma anche di tanta corsa e tanto lavoro. Se poi si considera che il Milan l'ha letteralmente regalato ai bianconeri (regalandogli mezzo scudetto) acquista ancora più valore. Fenomeno.


  •  ANTONIO NOCERINO (Milan - 0.5 mln) 


Chi davvero avrebbe pensato a una stagione così di Nocerino? Siate sinceri: nessuno. Colpo low cost geniale di Galliani che regala ad Allegri un centrocampista da 10 gol in campionato. Si trova benissimo con Ibra e si permette di segnare persino al Camp Nou. Il tutto per 500 mila euro. Scacco matto alla crisi.





  •  GERMAN DENIS (Atalanta - prestito)

L'Atalanta si è salvata con qualche giornata d'anticipo nonstante una penalizzazione iniziale di 6 punti: un miracolo. Il protagonista di questa impresa è sicuramente l'argentino Denis, autore di 16 gol stagionali. Acquisto eccezionale, visto che è arrivato in prestito, e grande intuizione, visto che nonostante le qualità non era mai riuscito a sfondare in Italia. Bomber.


  •  MICHAEL BRADELY (Chievo - 1.2 mln)

E' stato il colpo dell'estate clivense e non ha deluso le aspettative, anzi ha fatto perisno meglio. Il centrocampista americano è diventato un perno fisso di Di Carlo, sia in fase difensiva che costruttiva. Di sicuro uno dei migliori centrocampisti di tutta la Serie A. Supercolpo.


  •  ARTURO VIDAL (Juventus - 10.5 mln)

L'altro simbolo dello scudetto juventino è proprio il cileno arrivato dal Leverkusen strappandolo al Bayern Monaco. Se Conte ha deciso di cambiare modulo dipende tutto da questo giocatore incredibile. Si è inserito benissimo nel nostro campionato e nell'idea tattica di Conte. Statisticamente è il miglior recuperatore di palloni d'Europa, è già questo dice tutto. Inoltre è stato decisivo con qualche assist e 7 gol, alcuni bellissimi. Da tenersi stretto.





  • MATTIA DESTRO (Siena)



Si mangerà le mani il presidente dell'Inter Moratti, vedendo la stagione disastrosa di Forlan e compagnia a confronto di quella devastante del giovane Under 21. Destro è infatti un prodotto del vivaio nerazzuro, ceduto al Genoa e arrivato a Siena. Alla prima in Serie A tocca quota 11 gol stagionali e regala la salvezza al Siena. E' l'esempio vivente che i giovani fenomeni italiani esistono. Basta solo dargli fiducia.


  •  FABIO BORINI (Roma - prestito)

A proposito di giovani "più che promettenti" non si puo' non citare la super stagione di Fabio Borini. Arrivato dal Parma, che dal Chelsea l'aveva riportato in Italia, è stato la nota più positiva di tutta la stagione giallorossa. Infatti si è guadagnato a suon di gol pesanti e di prestazioni di tutto cuore la maglia da titolare. Ha fatto quello che forse avrebbe dovuto fare Lamela, anzi, forse anche meglio. 





  •  ALTRI

Tra gli altri affari dell'estate vanno sicuramente citati: Miroslav Klose, che non ha mai smesso di essere bomber. Basti pensare che la Lazio ha avuto un involuzione dal momento del suo infortuno. Cuadrado e Muriel, arrivati a Lecce in prestito dell'Udinese, che hanno tenuto a galla i giallorossi nel sogno salvezza regalando grande spettacolo. Alessandro Diamanti e Matias Silvestre, protagonisti nelle loro rispettive squadre.

Quali saranno i colpi dell'anno prossimo?

12 April 2012

Bale alla Juventus: Sogno possibile?


Per continuare a pensare in grande la Juventus avrà bisogno di acquisti di primo livello per la prossima stagione, veri e propri top player per continuare ad essere competitiva su tutti i fronti, soprattutto in Champions League. Proprio la partecipazione al trofeo più prestigioso potrebbe spingere grandi giocatori ad indossare la maglia bianconera.
Uno tra questi è di sicuro il ventitreenne esterno sinistro del Tottenham Gareth Bale. Lo rivela un'indiscrezione del quotidiano inglese "Telegraph", secondo cui il gallese sarebbe pronto a lasciare Londra in caso di mancata qualificazione all'Europa che conta. Bale era già finito nel mirino di Barcellona e Real Madrid, ma potrebbe rientrare nell'operazione che porterebbe Krasic, ormai sicuro partente, agli Spurs. Si tratterebbe di un colpo di dimensioni stellari, considerando che si tratta di uno dei migliori esterni a livello mondiale e considerando l'ancora giovanissima età. Inoltre il gallese sarebbe perfetto per il 3-5-2 di Conte e colmerebbe le lacune sulla fascia sinistra bianconera.
I tifosi juventini sono quindi legittimati a sognare visto che  l'ormai fatta qualificazione in Champions e le possibili vittorie di campionato e scudetto regalerebbero un importante tesoretto pronto ad essere investito per portare a Torino almeno 3 giocatori di livello assoluto. E Gareth Bale è sicuramente uno tra questi...


15 March 2012

Le pagelle delle 8 finaliste di Champions League

La Champions è la competizione che più di tutte sa regalare soddisfazioni e delusioni, e mai come quest'anno grandi sorprese. Lo dimostra anche la prima fase ad eliminazione diretta (gli ottavi) che ha promosso 8 squadre da tutta Europa, con la Spagna unica nazione ad avere due rappresentanti. Vediamo un po' le pagelle:

  •  APOEL: 10 e lode            
Come non dare il massimo dei voti ad una squadra che per la prima volta nella sua storia e di quello del calcio cipriota centra i quarti di finale? Un passaggio del turno sofferto, ma di grande cuore, come il portiere superman Chiotis, in grado di distruggere i sogni dei più blasonati francesi del Lione. Peccato che non si festeggi su tutta l'isola a causa della divisione. Aspettiamo nuove sorprese nei quarti...


  • MILAN: 6
Se dovessimo guardare solo la partita d'andata il voto sarebbe decisamente più alto, visto che a S.Siro si era assistito ad una dimostrazione devastante di potenza rossonera. La figuraccia al ritorno rovina tutto e fa paradossalmente uscire a testa alta i Gunners. Ancora una volta però rossoneri nei quarti, unica squadra italiana. Fatti per la Champions.

  • BENFICA: 8
Per una volta non è il Porto ad andare avanti, ma la squadra di Lisbona. Ribaltare la gelida sconfitta in Russia non era cosa facile, ma col calore del Estadio da Luz lo Zenit di Spalletti è stato annientato. Squadra vivace e insidia per chiunque.


  • REAL MADRID: 7-
Non è stata una qualificazione facile per i Galacticos. Il CSKA si è rivelato avversario più ostico del previsto, tanto che al ritorno è dovuta servire una goleada per archiviare la pratica. Tutto il mondo è già col fiato sospeso per il possibile accoppiamento con gli odiati cugini del Barca. Lo spettacolo è assicurato.

  •  MARSIGLIA: 9
Ottenere il massimo dai propri mezzi: questa è stata la lezione dei francesi. A farne le spese è stata lo sfortunata ed incapace Inter di Ranieri. Onore agli uomini di Deschamps capaci di regalare emozioni nei minuti di recupero. La voglia e la fortuna hanno fatto la differenza.

  • BARCELLONA: 9    
I blaugrana si sono candidati di prepotenza come l'incubo dell'urna di Nyon. Chi infatti avrà la malasorte di incontrare Messi&co sa già di avere mezzo piede fuori dalla competizione. Complimenti a Messi entrato nella storia e ad una squadra che non smette mai di stupire.

  • BAYERN MONACO: 7
Il voto corrisponde ai gol segnati nel ritorno contro il Basilea, quando in molti credevano al sogno della comitiva svizzera. Invece no, perchè due fenomeni come Robben e Ribery non ci stanno proprio a perdersi la finale tra le mura di casa, e quando hai un signore chiamato Mario Gomez la strada sembra sempre più facile.

  • CHELSEA: 9
Sembra strano a dirsi, ma una delle sorprese tra le qualificate è proprio la squadra londinese. Serviva un'impresa contro un grande Napoli, che all'andata aveva posto le basi per la qualificazione, ed un miracolo è arrivato. Gente come Drogba, Lampard e Terry non vivono senza la musica della Champions. Bravo Di Matteo a capirlo. Onore comunque al Napoli, uscito a testa altissima.




1 February 2012

I colpi più interessanti del mercato inglese.


Dimenticatevi lo scoppiettante mercato di Gennaio del 2011 che aveva regalato super colpi (tra tutti Torres e Carroll). Anche l'Inghilterra infatti ha subito la sindrome, piuttosto diffusa in Europa, di un mercato sterile e povero (forse la crisi comincia a farsi sentire per tutti?). In ogni caso qualche ottimo affare è stato messo a segno, soprattutto dal QPR, squadra regina di questa sessione di trasferimenti.
Ecco una panoramica dei colpi più interessanti:

Il presidente del QPR Fernandes non vuole proprio saperne di ritornare in League One e dopo aver cambiato tecnico ingaggiando Hughes ha rinforzarto la squadra in maniera netta. In attacco arrivano a titolo definitivo Bobby Zamora dal Fulham e Cissè che alla Lazio non aveva brillato, insieme al prestito di Macheda. In più, per quanto riguarda il reparto arretrato, si segnalano i prestiti di Onuhoa e Taiwo dal Milan.
Il colpo più bello di tutto il mercato, non solo inglese, è sicuramente il ritorno a casa, seppur per 3 mesi, dell'idolo della Londra sponda Arsenal Thierry Henri. Il suo gol contro il Leeds fa capire quanto il calcio sia molto di più profondo di stipendi e contratti milionari. Restando in tema, non si puo' non segnalare il ritorno al calcio giocato di Paul Scholes che seppur non sia un vero trasferimento è di sicuro un colpo geniale di Sir Alex.
Il Chelsea perde un difensore, Alex, che va al PSG ma ne acquista un altro di grande prospettiva, Gary Cahill dal Bolton, mentre Anelka se ne va a Shangai.
Fanno notizia i movimenti di mercato dell'Everton, visto che nella sessione estiva aveva chiuso con 0 acquisti di fatto. Alla sponda Blue del Mersey arrivano infatti l'ex United Darren Gibson (già decisivo nella vittoria contro il City), l'attaccante Jelavic ex Rangers e l'ormai classico prestito dell'americano Donovan. In più Moyes potrà contare sul ritorno in prestito di Pienaar, mentre proprio al Tottenham finisce Louis Saha. Gli Spurs cedono in prestito Bassong e Corluka a Wolverhampton e Leverkusen e Pavlyuchenko, che ritorna in Russia a titolo definitivo alla Lokomotiv Mosca.
Colpo all'ultimo minuto per il City di Mancini che si assicura in prestito il cileno Pizarro dalla Roma, lo stesso Pizarro che Mancini ai tempi dell'Inter aveva ceduto al club giallorosso.
Dalla MLS oltre a Donovan ed Henry ritorna in Inghilterra Robbie Keane, che approda all'Aston Villa.
Si rafforzano il Newcastle che regala al capocannoniere Demba Ba il partner connazionale Papis Cissè del Friburgo e il Sunderland, con l'arrivo di Kyrgiakos e dell'ex City Wayne Bridge. Infine il Fulham si regala l'ex attaccante dello Stoccarda Pavel Pogrebnyak.


Questi i movimenti più interessanti di un mercato in cui ci si aspettava qualcosa di più soprattutto dalle big Chelsea, Liverpool, United e Arsenal, in un campionato che però non ha bisogno di grandi colpi per restare spettacolare.

10 November 2011

Bale presenta la divisa della nazionale della Gran Bretagna: Inghilterra, Galles e Scozia in un'unica squadra..

Manca ormai meno di un anno alle attesissime Olimpiadi di Londra del 2012. L'organizzazione è a buon punto e nella città si prepara un boom di vistatori. Non è ancora chiaro però quale sarà la squadra di calcio, femminile e maschile, che vi parteciperà. Formalmente la British Olyimpics Association ha dichiarato la nascita, in occasione dell'evento, della tanto chiacchierata nazionale di calcio Britannica. Si tratta appunto dell'unione delle nazionali inglese, gallese, scozzese e dell'irlanda del nord in un unica squadra targata Union Jack. Questo evento "storico" però non ha mancato di suscitare polemiche, da parte persino di due stessi protagonisti. La federazione scozzese e quella gallese infatti si sono dichiarate contrarie alla decisione e non facenti parte di nessun accordo.
I motivi del no sono sostanzialmente due: il primo, di carattere storico-culturale, evidenzia come questi due stati vogliano mantenere la tanto combattuta autonomia e indipendenza; il secondo riguarda la paura che questo processo cancellerà, a lungo andare, il potere decisionale delle federazioni autonome.
Nel frattempo l'Adidas ha presentanto la divisa ufficiale dal look estremamente accattivante. Testimonial dell'operazione è proprio un gallese, ovvero la stella del Tottenham Gareth Bale.
L'idea di una nazionale Britannica è super affascinante, visto che nascerebbe di sicuro un super team, con telaio inglese e aggiunta di qualche stella dalla altre nazioni.
La curiosità è a mille...



22 October 2011

Top 10: I capelli più brutti del calcio.

Molti giocatori prima di farsi notare per le loro abilità, riescono a farsi notare per la stravaganza dei loro look. E i capelli sono sempre stati un bersaglio privilegiato. Ispirato dalla folta chioma di Marouane Fellaini, ho cercato di stilare una classifica dei capelli più strani ma soprattutto più brutti del mondo del calcio.

- Marouane Fellaini
La chioma del giocatore belga più pagato della storia del calcio è ormai un classico a Goodison Park. Tra i tifosi dell'Everton sono molto alla moda infatti le parrucche alla Fellaini.




- Dijbril Cissè
Il neoattaccante laziale oltre ad avere cambiato diverse maglie, ha cambiato spesso lo stile dei suoi capelli, con risultati più o meno disastrosi.





- Gervinho
La domanda sorge spontanea: da dove partono i capelli di Gervinho? Studi medici hanno rivelato che il ganese ha l'attaccatura dietro allla nuca, e l'inseparabile fascetta contribuisce solo a rendere ancora più indecente il suo aspetto.



- Wagner Love
Non avrebbe potuto non far parte della classifica anche il brasiliano di Russia, che per essere in tinta con i colori sociali del CSKA sfodera capelli dalle tinte blu e rosso.



- Mario Balotelli
Entra di prepotenza in classifica anche il look scelto da Balotelli per festeggiare lo scudetto dell'Inter; una vera e propria schittata d'uccello in puro stile Bad Boy.




- Valderrama, Higuita, Coloccini
Per la categoria "Super-chiome" troviamo due giocatori storici : il mitico portiere inventore dello scorpione Higuita e il fenomeno colombiano Valderrama. In più c'è anche Coloccini, che non avendo imparato dagli altri due, non ha ancora capito di tagliarsi i capelli.





- Ronaldo
Se vogliamo parlare di pettinature storiche non possiamo non citare la mezzaluna (fertile?) del fenomeno, capace di mettere ancora più in risalto i suoi dentoni al mondiale del 2002.



- Goran Pandev
Purtroppo il giocatore più forte e più stempiato della storia della Macedonia non ha scelto di colorarsi o tagliarseli in modo strano. Ha semplicemente dei capelli inguardabili. O meglio, non ce li ha.




- Taribo West
Taribone West potrebbe essere considerato il maestro dei capelli strani. Sono convinto che le sue mitiche treccine abbiano ispirato suoi futuri seguaci del calibro di Love e Cissè.





- Abel Xavier
Ultimo ma non ultimo il portoghese, la cui fama è più legata all'aspetto lontanamente decente che ai successi calcistici. Vedere per credere.