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2 July 2012

Le mie 10 sentenze sull'Europeo.


Dieci personali conclusioni sull'Europeo di Polonia e Ucrania, tra ironia e polemica (vedi n.10):

ONE - La prima conclusione è forse la più banale, ma è di sicuro quella meno discutibile: La Spagna è il calcio. Basterebbero i dati e i trofei a darne spiegazione (unica nazionale ad aver vinto consecutivamente Europeo, Mondiale ed Europeo), ma c'è anche molto di più. La Spagna è l'espressione massima del calcio come gioco e qualità di gioco. Vincere incassando un gol in tutto il torneo e senza un vero attaccante sarebbe da fantascienza se non ci fossero gli uomini di Del Bosque.

TWO - L'Italia ha fatto tutto quello che poteva e forse anche molto di più. Con la rosa a disposizione arrivare in finale è stato come vivere in un sogno. La Spagna ha risvegliato tutti e fatto riemergere la cruda realtà. Piangere non ha senso. Gli Azzuri sono la dimostrazione che col cuore si puo' arrivare lontano. Una base di qualità c'è, dev'esser bravo e fortunato Prandelli a costruirci una super squadra per il mondiale.

THREE - Il Portogallo è e rimane un'opera d'arte incompiuta. Tanto bello quanto poco capace a vincere un trofeo. La semifinale ne è l'esempio massimo, visto che sarebbe bastato un niente per sbattere fuori, e anche con merito, gli odiati vicini iberici e conquistarsi la finale; eppure ancora una volta non siamo qui a parlare del Portogallo vincente. Injusticia? Chiedetelo a Ronaldo.

FOUR - Non c'è nessun netto pretendente al pallone d'oro. Si diceva che nell'anno in cui la Champions era stata vinta dal Chelsea senza fenomeni e nel quale le nazionali sudamericane non disputavano competizioni, sarebbero stati gli Europei a decretare il candidato n.1 di France Football. Eppure Ronaldo non è nemmeno arrivato in finale, Pirlo non ha vinto, gli spagnoli del Barca hanno vinto solo con la nazionale. Messi sarà dispiaciuto?

FIVE - L'Olanda si aggiudica di gran lunga il titolo di flop dei flop. Unica nazionale a chiudere gli Europei con la bellezza di 0 punti. E' vero che si trovava nel girone di ferro, ma è anche vero che aveva in rosa, soprattutto dal centrocampo in su, un pullman di top players. Forse la causa della rovina è proprio questa, ovvero troppe grandi individualità e troppo poco gruppo.  Delusione totale.



SIX - Pur uscendo in semifinale, la Germania ha disputato un grande Europeo e rimane, dopo la Spagna, il più grande forno di talenti. Fino alla partita con l'Italia si era vista una squadra devastante e con ricambi di qualità in ogni ruolo. Poi però ci si sono messi i soliti odiosi nemici italiani. Stesso discorso fatto per il Portogallo.

SEVEN - Che fine ha fatto la Francia? Da quando non c'è più Zidane i galletti stanno accumulando brutte figure a ripetizione. Nemmeno Blanc è riuscito a salvare un gruppo che si trasforma quando indossa la divisa transalpina. Seconda classificata nella lista dei flop europei.

EIGHT - Pur avendo 23 giocatori provenienti dal più prestigioso campionato europeo, la Premier League, l'Inghilterra è ufficialmente una nazione povera di talento e fantasia. Catenaccio degno del peggiore calcio italiano e attaccanti che devono combattere per 4. Capello o non Capello la storia non cambia. God save the England team!

NINE - Se nell'edizione precedente avevamo ammirato giocatori poco conosciuti diventati poi dei top player, quest'anno non ci sono stati giocatori rivelazione. Non venite a farmi i nomi di Jordi Alba o Marco Reus perchè stareste ammettendo di non sapere niente di calcio.

TEN - Ultima ma più sentita conclusione: La Rai fa schifo e la odio con tutto me stesso. Ero convinto che rovinare il fascino di una competizione così bella fosse impossibile; i giornalisti della Rai mi hanno smentito. Non sanno pronunciare un nome decentemente, anche perchè non conoscono i giocatori, anzi li "scoprono" (come dichiarato più volte da loro stessi in diretta), dal momento che il calcio estero per loro non esiste. Se è già impossibile perdonare le incompetenze, l'ignoranza e le gaffe (come pensare che Hart sia in realtà James) non si possono tollerare gli abusi di frasi fatte, di verve e di coinvolgimento emotivo. Gentaglia da pensionamento, finti esperti e qualità pessima. Ridatemi sky vi prego!

Chiudo con una nota polemica dedicata a tutte quelle persone brave solo a salire sul carro dei vincitori. Tifare è un'altra cosa.

15 March 2012

Le pagelle delle 8 finaliste di Champions League

La Champions è la competizione che più di tutte sa regalare soddisfazioni e delusioni, e mai come quest'anno grandi sorprese. Lo dimostra anche la prima fase ad eliminazione diretta (gli ottavi) che ha promosso 8 squadre da tutta Europa, con la Spagna unica nazione ad avere due rappresentanti. Vediamo un po' le pagelle:

  •  APOEL: 10 e lode            
Come non dare il massimo dei voti ad una squadra che per la prima volta nella sua storia e di quello del calcio cipriota centra i quarti di finale? Un passaggio del turno sofferto, ma di grande cuore, come il portiere superman Chiotis, in grado di distruggere i sogni dei più blasonati francesi del Lione. Peccato che non si festeggi su tutta l'isola a causa della divisione. Aspettiamo nuove sorprese nei quarti...


  • MILAN: 6
Se dovessimo guardare solo la partita d'andata il voto sarebbe decisamente più alto, visto che a S.Siro si era assistito ad una dimostrazione devastante di potenza rossonera. La figuraccia al ritorno rovina tutto e fa paradossalmente uscire a testa alta i Gunners. Ancora una volta però rossoneri nei quarti, unica squadra italiana. Fatti per la Champions.

  • BENFICA: 8
Per una volta non è il Porto ad andare avanti, ma la squadra di Lisbona. Ribaltare la gelida sconfitta in Russia non era cosa facile, ma col calore del Estadio da Luz lo Zenit di Spalletti è stato annientato. Squadra vivace e insidia per chiunque.


  • REAL MADRID: 7-
Non è stata una qualificazione facile per i Galacticos. Il CSKA si è rivelato avversario più ostico del previsto, tanto che al ritorno è dovuta servire una goleada per archiviare la pratica. Tutto il mondo è già col fiato sospeso per il possibile accoppiamento con gli odiati cugini del Barca. Lo spettacolo è assicurato.

  •  MARSIGLIA: 9
Ottenere il massimo dai propri mezzi: questa è stata la lezione dei francesi. A farne le spese è stata lo sfortunata ed incapace Inter di Ranieri. Onore agli uomini di Deschamps capaci di regalare emozioni nei minuti di recupero. La voglia e la fortuna hanno fatto la differenza.

  • BARCELLONA: 9    
I blaugrana si sono candidati di prepotenza come l'incubo dell'urna di Nyon. Chi infatti avrà la malasorte di incontrare Messi&co sa già di avere mezzo piede fuori dalla competizione. Complimenti a Messi entrato nella storia e ad una squadra che non smette mai di stupire.

  • BAYERN MONACO: 7
Il voto corrisponde ai gol segnati nel ritorno contro il Basilea, quando in molti credevano al sogno della comitiva svizzera. Invece no, perchè due fenomeni come Robben e Ribery non ci stanno proprio a perdersi la finale tra le mura di casa, e quando hai un signore chiamato Mario Gomez la strada sembra sempre più facile.

  • CHELSEA: 9
Sembra strano a dirsi, ma una delle sorprese tra le qualificate è proprio la squadra londinese. Serviva un'impresa contro un grande Napoli, che all'andata aveva posto le basi per la qualificazione, ed un miracolo è arrivato. Gente come Drogba, Lampard e Terry non vivono senza la musica della Champions. Bravo Di Matteo a capirlo. Onore comunque al Napoli, uscito a testa altissima.